venerdì, Febbraio 28, 2025

Manifattura lombarda: i dati dell’ultimo trimestre 2024 tra resilienza e innovazione per superare le sfide globali

Il settore manifatturiero lombardo si conferma solido nonostante le incertezze globali. Nel 2024 la produzione è rimasta stabile (-0,8% industria, 0% artigianato), con segnali di ripresa nel quarto trimestre (+0,2%). Crescono fatturato (+1,3%) e ordini esteri (+4,1%). Tra i settori più performanti chimica e alimentare, mentre soffrono moda e siderurgia. L’occupazione si mantiene stabile, ma pesano costi energetici e difficoltà di accesso al credito. Le istituzioni e le imprese puntano su innovazione e formazione per rafforzare la competitività della Lombardia in Europa.

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Da sinistra: Eugenio Massetti, Gian Domenico Auricchio, Guido Guidesi, Attilio Fontana, Giuseppe Pasini, Fedele De Novellis

La Lombardia si conferma il motore manifatturiero dell’Italia e uno dei principali pilastri industriali d’Europa. Nonostante un contesto economico globale incerto e le difficoltà legate ai costi energetici e alle tensioni commerciali internazionali, il settore manifatturiero lombardo dimostra una grande capacità di adattamento e tenuta. Questo è quanto emerge dal report di Unioncamere Lombardia sull’andamento del comparto manifatturiero nell’ultimo trimestre del 2024, presentato a Palazzo Lombardia. All’evento hanno partecipato il presidente della Regione Attilio Fontana, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini e il presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti.

Numeri e tendenze della manifattura lombarda

Il report evidenzia che, nel 2024, il settore manifatturiero lombardo ha mantenuto una stabilità produttiva, con una variazione media annua della produzione pari a -0,8% per l’industria e 0% per l’artigianato. Risultati che, se confrontati con la media nazionale (-3,7%), confermano la Lombardia come un’area di eccellenza industriale e competitiva nel panorama europeo. Un dato incoraggiante è quello relativo alla produzione, che registra una minima crescita tendenziale del +0,2% nell’ultimo trimestre dell’anno, in controtendenza rispetto ai trimestri precedenti. Il fatturato industriale conferma un trend positivo con un incremento dell’1,3%, mentre gli ordini interni crescono dell’1% e quelli esteri segnano un aumento significativo del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2023.

I settori più performanti e quelli in difficoltà

Tra i comparti che trainano la crescita spiccano:

  • Chimica (+4,5% di crescita media annua);
  • Alimentari (+2,7%);
  • Carta e stampa (+0,3%);
  • Gomma-plastica (+0,1%).

D’altro canto, permangono difficoltà per alcuni settori strategici:

  • Moda (abbigliamento -1,7%, pelli-calzature -6,8%, tessile -8,3%);
  • Meccanica (-1,6%);
  • Siderurgia (-3,1%).

L’occupazione e le prospettive future

Un altro aspetto positivo riguarda la stabilità occupazionale: il tasso di disoccupazione rimane sotto il 4%, un livello considerato fisiologico. Nello specifico, l’occupazione registra un incremento dello 0,4% per l’industria e dello 0,1% per l’artigianato. Tuttavia, permane una certa preoccupazione per la difficoltà di reperire manodopera qualificata, elemento essenziale per garantire la competitività del sistema produttivo lombardo.

Le sfide del futuro: energia, credito e politiche europee

L’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha sottolineato come, in un contesto geopolitico ancora complesso, le imprese lombarde dimostrino una grande resilienza. Tuttavia, è fondamentale affrontare con urgenza alcune questioni chiave:

  • Costi energetici, che continuano a pesare sui bilanci aziendali;
  • Accesso al credito, particolarmente critico per le piccole e medie imprese;
  • Dazi e tensioni commerciali, che minacciano la competitività sui mercati internazionali.

In questo scenario, il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio, ha ribadito la necessità di una strategia europea più solida per sostenere il settore manifatturiero, facendo leva sulla riduzione dei costi delle materie prime e dei tassi di interesse. Anche Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, ha evidenziato come l’industria regionale, pur performando meglio rispetto al contesto nazionale ed europeo, debba fronteggiare le sfide della guerra commerciale globale e dei costi energetici non competitivi.

Un richiamo all’innovazione e alla formazione

Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia, ha messo in evidenza la necessità di investire in innovazione e formazione per rispondere alle sfide della transizione digitale ed ecologica. Secondo Massetti, il sistema manifatturiero lombardo deve rafforzare gli investimenti in tecnologie avanzate e sviluppare competenze adeguate per mantenere il proprio primato in Europa.

Guidesi: uniti per difendere il nostro sistema manifatturiero

“In un contesto geopolitico ancora complicato – ha dichiarato l’assessore Guidesi – le imprese lombarde dimostrano ancora una volta una grande capacità di tenuta, sapendo cogliere ogni occasione di crescita anche in un quadro non certo favorevole. La Lombardia si conferma certamente più performante rispetto all’intero contesto nazionale, ma c’è la necessità di supportare questi segnali di leggera crescita affrontando con urgenza, concretezza e in modo strutturale il tema dei costi energetici, così come quello dell’accesso al credito, affiancando il tutto ad una attività diplomatica che scongiuri una guerra commerciale attraverso i dazi. Bisogna altresì continuare nell’azione di critica costruttiva e nell’atteggiamento propositivo nei confronti della nuova Commissione Europea. Ciò affinché corregga gli errori della precedente. Ovvero quegli errori stanno danneggiando il sistema produttivo ed economico del Continente con il rischio di de-industrializzazione. Il sistema lombardo continuerà a lavorare insieme in modo costruttivo perché si vuole non solo confermare il primato di prima Regione manifatturiera d’Europa, ma anche cercare di migliorarci affinché tutta Europa ne tragga benefici. In Lombardia restiamo uniti per difendere il nostro sistema manifatturiero”.

Pasini: agire contro dazi e caro energia

“I dati di Unioncamere Lombardia – ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia – certificano un 2024 all’insegna dell’incertezza per la nostra industria. Nonostante il -0,8% della produzione, con settori come tessile, siderurgia, mezzi di trasporto e meccanica più penalizzati di altri, e un quarto trimestre sostanzialmente piatto in termini produttivi e di fatturato, l’industria lombarda continua a performare meglio di Italia ed Europa. Caro energia e guerra dei dazi sono le principali minacce alla ripartenza: sull’energia, anche a causa della speculazione le imprese continuano a sostenere costi non competitivi; mentre i dazi Usa, e i controdazi dei partner commerciali, rischiano di compromettere un mercato fondamentale per la Lombardia e di complicare ulteriormente l’approvvigionamento di materie prime. Per Confindustria Lombardia è perciò urgente agire subito sul caro energia disaccoppiando l’energia elettrica dal gas e contrastando la speculazione dei fondi. Sui dazi, invece, l’auspicio è che l’Europa eviti l’escalation commerciale e lavori per aprirsi a nuovi mercati riducendo parallelamente l’impatto della concorrenza cinese. Queste turbolenze globali, infine, impongono alle aziende, in tandem con le istituzioni, interventi in materia di internazionalizzazione mirati ad intensificare e diversificare la presenza nei Paesi di maggior interesse, oltre ad un accorciamento e  avvicinamento delle filiere al fine di ridurre l’esposizione a shock esterni”.

Lombardia locomotiva d’Italia ed Europa

Nonostante un 2024 segnato da incertezze e rallentamenti globali, il sistema produttivo lombardo si conferma solido, con prospettive di crescita sostenute dalla capacità di innovazione e adattamento delle imprese. La Regione Lombardia continuerà a lavorare con le associazioni di categoria e gli imprenditori per rafforzare la competitività del comparto manifatturiero, cercando di trasformare le sfide in nuove opportunità di sviluppo per l’intera economia del territorio.

Redazione
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